La profondità di campo nella fotografia macro (di A. Morabito)

La fotografia macro consiste nel riprendere soggetti piccoli a breve distanza per mettere in evidenza particolari che ad occhio nudo non sempre sono evidenti.

Alcune ottiche standard hanno una funzione macro che consente di ottenere rapporti di riproduzione abbastanza vicini a 1:1, consentendo quindi di ottenere risultati apprezzabili.

É universalmente riconosciuto, tuttavia, che la vera fotografia macro è quella per cui il suddetto rapporto è proprio 1:1 ovvero quello che consente di riprodurre un soggetto su un sensore Full Frame mantenendo le sue dimensioni originali.

Per la macro fotografia si utilizzano quindi obbiettivi dedicati, caratterizzati appunto da un rapporto di riproduzione 1:1.

Questi obbiettivi hanno una ridottissima profondità di campo perchè essa è direttamente proporzionale alla distanza di ripresa ed inversamente proporzionale alla lunghezza della focale utilizzata. L’ottica che utilizzo io è un Nikon 105 micro VR; la sua pdc a circa 30-40cm con f/16 è di appena 1 centimetro. Immaginerete quindi che fare fotografie di oggetti piccoli a breve distanza non è proprio immediato. L’ottica da sola non ce la può fare.

Per rendere meglio l’idea, riporto qui di seguito 3 oggetti ripresi con uno scatto singolo a f/16 ed uno (il coniglietto di cristallo) a f/11. Appare subito evidente cosa si può mettere a fuoco con un singolo scatto a circa 30cm di distanza.

Per aumentare la profondità di campo, ecco quindi che viene in aiuto il software con la tecnica detta del “Focus Stacking”.

Essa consiste in pratica nello scattare diverse foto al soggetto con diversa messa a fuoco e poi fonderle tutte prendendo dei singoli fotogrammi soltanto la parte nitida.

Vi propongo di nuovo i 4 soggetti visti prima. Ogni immagine è la fusione di un numero di scatti variabile tra 5 e 10.

Non avendo con me una slitta ad hoc, ho montato la macchina sul cavalletto ed ho focheggiato in manuale per avere i singoli scatti di base.

Per chi volesse approfondire, consiglio la lettura di questo interessante articolo di Nikon School.

Un caro saluto e buona luce a tutti !

Alessandro

Info su Alessandro Morabito

Sono nato Reggio Calabria nel 1966 e la mia passione per la fotografia inizia già negli anni ‘70, quando mi fu regalata per la prima Comunione una Polaroid, e si è sviluppata con la fotocamera di mio padre, una Regula King IIId. Nel corso degli anni ho approfondito diverse tecniche di scatto e tecnologie di ripresa: dalla pellicola sino al digitale. Mi definisco un fotoamatore, la mia formazione fotografica è prevalentemente da autodidatta e non predilige un genere particolare.
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5 risposte a La profondità di campo nella fotografia macro (di A. Morabito)

  1. pino scrive:

    Bene Alessandro un bell’articolo dall’impronta formativa. Spesso ci troviamo a dover fare qualche scatto particolare (vedi la fotografia macro) e pensiamo che avendo una bella fotocamera possiamo far tutto… e invece non basta! Per ottenere ottimi risultati bisogna avere una maggiore conoscenza e qui ci viene in aiuto il tuo articolo ;-) Ciao P

  2. Paolo scrive:

    Grazie Alessandro!
    Efficace ed interessante descrizione introduttiva al F.S.! (… ma una monotematica ..?? :-) …)
    Nel piccolo esistono delle meraviglie inconsuete a vedersi e la macro ha per questo un grande fascino!
    Un salutone!
    Paolo

  3. Alessandro scrive:

    Grazie del passaggio e dei graditi commenti !
    Considero questo mio articolo come un momento di condivisione di alcuni esperimenti fatti a casa in una giornata piovosa partendo da pubblicazioni lette sul web.
    Il tema potrebbe essere senz’altro tra quelli da approfondire, anche se è orientato verso un tipo di fotografia molto specifico.

    Un salutone a tutti.
    Alessandro

  4. Alberto Mancini scrive:

    Molto interessante, Grazie

  5. Pingback: Hello

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