Viaggiando l’Africa

Ciò che mi aspetta è un esplodere di colori, di profumi, di rumori, di silenzi, di cieli straordinariamente stellati e vicini, di immense spiagge sabbiose, perfette nella loro solitudine, di mari calmi e furiosi, di deserti aridi e secchi,

 di animali straordinari, di volti sofferenti e lieti, di grande miseria, di povertà dignitosa, di venti continui e musicanti.
L’Africa è il deserto, la boscaglia, il mare infinito senza barche, il ritmo delle maree, il luogo d’incontro di mistici

vagabondi, di cacciatori di elefanti, di esploratori armati di macchine fotografiche, di uomini che masticano kat.

 L’Africa è il luogo dei più bei tramonti che occhio umano possa vedere.  

Il rosso del sole, in cieli incredibili, vira intutte le sue tonalità, dallo scarlatto al cremisi,

e si scioglie velocemente nell’indaco del mare.

“Ogni viaggio ha un punto di partenza e io devo tornare indietro al 1987 quando per la prima volta andai in Tanzania. Ma come trasmettere a chi legge cosa si prova?
E allora uso i miei appunti di viaggio per portare i vostri occhi dove l’orizzonte non è mai finito e le vostre menti dove la forza della natura nella sua maestosità ci ricorda quanto effimera è la nostra presenza su questo pianeta.
Ci sono posti, quasi ovunque, dove un sorriso di un bambino ha il potere di trasformare la nostra forza interiore in una fragilità che sorprende, annichilisce e disarma.
Appunti di viaggio per capire attraverso modeste riflessioni il perché a volte ci si sente attratti così intensamente da luoghi culturalmente e geograficamente tanto distanti da noi, dal nostro modo di essere e di pensare. Immagini che scendono silenti a volte nell’anima, che ti scioccano spesso per la loro crudezza e verità, presenti nel mio percorso umano, difficili da raccontare sia agli altri e sia a me stesso perché ci vuole tempo per metabolizzare, potendo poi esprimere ciò che si è visto, odorato, ascoltato! E allora da buon compagno di viaggio lascio che ognuno veda ciò che riesce a cogliere in ogni scatto, a volte non tecnicamente perfetto… ma che importa, se poi qualcosa resta.
Tanti sono i passi messi da quella data, chilometri e miglia nautiche percorse, profondità e altitudini smisurate per misurare me stesso, i miei limiti e per esorcizzare le paure, per cercare nella bellezza e nel silenzio dei grandi spazi e della profondità delmare forse qualche risposta al mio, al nostro essere in questo tempo.
Da quella data altre volte ho percorso la rossa terra battuta d’Africa, dalla Tunisia attraverso il deserto così aspro e duro al Kenia, alla Tanzania, all’Etiopia, terra dove ho trovato il grande cuore della Rift Valley, il cuore dell’Africa, ma anche il cuore dell’infanzia dimenticata, da tutti. Ancora la terra rossa del deserto egiziano, il rosa dei tramonti sulle montagne del Sinai, tante volte in Egitto quasi 8 anni di seguito per immergermi nei profumi delle spezie, nel caos dei suk, e nelle profondità delMar Rosso. Da Hurgada alle coste del Sinai, per scendere in Sudan e incontrare in un’orgia di adrenalina gli squali grigi di Shanganeb. In Sudan l’incontro con i padri Comboniani nel Darfur, che costruiscono piccole scuole e ospedali, per dare un significato alla vita di povera gente, di bambini senza alcun futuro di crescita culturale, che quando arrivi ti prendono per mano, chiedono e domandano in un inglese appena stentato da dove vieni, il tuo nome. Allungano le braccia i più piccoli, per essere presi in braccio, due insieme, mocciosi spesso quasi nudi e il mio cuore si fa piccolo. Avrei voluto portarli via, soprattutto dalla follia religiosa di chi in nome di un Dio musulmano rade a zero scuole, ospedali e piccoli dispensari, un dio che dovrebbe essere per tutti misericordioso, e che invece incute terrore e disperazione tra i suoi stessi figli.
Visi, colori, meravigliosi occhi che ti guardano e ammiccano, o che chiedono in silenzio e con dignità un aiuto. In pochi posti nel mondo ho lasciato il cuore, ma ogni volta che è successo c’era sempre il sorriso di un bambino.
Vorrei condividere con Voi questo piccolo percorso d’immagine” (Giancarlo Crocicchia)

Questa voce è stata pubblicata in Viaggi. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Viaggiando l’Africa

  1. guido scrive:

    avevo già visto molte di queste foto stampate in grande formato li a monteverde, sono molto belle, alcune veramente emozionanti. Complimenti e benvenuto!

    ciao

  2. Paolo scrive:

    Benvenuto Giancarlo!

    Un piacere leggerti qui e vedere le tue belle immagini riprese “Viaggiando l’Africa”.
    Forse non è importante in questo caso ma ti lascio comunque l’indicazione sulla mia preferita che è la seconda per il bel taglio e la luce che sembra uscire dai volti dei 2 giovani ripresi!

    Complimenti …ed alle prossime!!

  3. pAolA scrive:

    Giancarlo,

    anch’io lascio un segno del mio passaggio e del mio apprezzamento per questa raccolta!…e ti dico che la mia preferita è la terza foto, la ragazza con la corona di foglie, per la composizione e i colori – in pratica solo rosso e verde – che ne esaltano i dettagli.

    ciao
    Paola

  4. Stefano B scrive:

    Caro Giancarlo esordisci subito alla grande su questo nostro blog sia con le bellissime foto che avevo già avuto modo di apprezzare e sia con l’articolo scritto con cuore e passione.
    Da questa bella serie di ritratti emerge una umanità che pur vivendo in condizioni ambientali più difficoltose delle nostre sembra comunque più serena.
    Se ritornerai in Africa spero forse di poter venire anch’io.
    Ciao

Lascia un Commento