Fabrizio Ignesti – Mollo

Ponte Milvio, uno dei più antichi e, storicamente, dei più importanti ponti di roma…bla…bla… a roma è ancora chiamato “ponte mollo”, molte sono le leggende legate a questo nome.  Una raccontava che essendo, in origine,  costruito in legno, al passaggio dei carri le assi traballandi davano un effetto beccheggio.  Pare si racconti anche del fatto che, nonostante le continue lamentele del popolino, il ponte versasse in condizioni penose, dal punto di vista della manutenzione. Da qui il nomignolo che lo contraddistingue ormai da secoli…

Mollo - Ph Fabrizio Ignesti  4 ever - Ph Fabrizio Ignesti

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9 risposte a Fabrizio Ignesti – Mollo

  1. Paolo scrive:

    Ciao Fabrizio,
    prospettiva poco consueta la prima in Bianco e nero costruita intorno ai 2 muretti che fanno da impalcatura al resto dell’immagine (nella mia percezione); contrasto un pò marcato e scuri per questo profondi sulla sinistra del ponte.

    L’altra elaborazione dei lucchetti … non mi acchiappa tanto!
    Un salutone!!
    p.s. non ti preoccupare se non vedi l’altro ….. ne parliamo a voce …riciao!

  2. Fabrizio scrive:

    Lo scatto bn del “ponte rotto” è palesemente incentrato sulla grafica. Lo zig e zag della linea d’ombra che sega in due il ponte, incorniciato dalle linee di fuga dello stesso, verso l’altra sponda. Il tutto condito da minuscole presenze umane che animano l’antica e possente “presenza” fluviale. L’alto contrasto ottenuto in post serve ad accentuare l’essenzialità del racconto.

    L’altra elaborazione è la mia “unica” e pure datata (pubblicata in vari siti e sulla intranet), sui famosi lucchetti. Il tono acido e la polaroid a sottolineare il carattere superficiale ed eclatante di una moda associata ad un sentimento, fra l’altro. Comunque un messaggio senza grandi pretese.

    Grazie del passaggio…Ciao

  3. Giovanni scrive:

    Carissimo Fabrizio,
    due foto sì, ma due gran belle foto…
    Finalmente qualcosa di diverso da quello che fino ad oggi si è visto su questo blog. Le tue immagini infatti si distaccano da tutto il resto che, seppure mediamente valido, gira sempre alle solite cose che si vedono sul Tevere (e su Roma in genere).
    Ancora bravo…. complimenti!!!
    Un caro saluto

  4. Guido scrive:

    due belle foto senza dubbio ma non le uniche di tutto il blog (il commento di giovanni mi lascia molto perplesso!)
    più sincera la prima (mi piace l’ombra che divide il ponte), un pochino da mestierante la seconda ma con una bella post che la valorizza

    ciao Guido

  5. Stefano scrive:

    Mettendo da parte le menate filosofico/intellettuali per il mio modesto gusto “nazional popolare” ti posso dire che la prima è bella perchè inconsueta e valorizzata dalla prospettiva accentuata dal forte contrasto di luce e ombra mentre la seconda non mi dice assolutamente nulla e nè la post vi aggiunge nulla.

    Ciao Stefano

  6. Pino scrive:

    Non so mai quanto sia corretto giudicare di pancia piuttosto che con assoluta competenza; quello che posso dire per dare un mio parere, è che trovo sofisticata la prima immagine, ma è chiaro che lo dovuta osservare un po’ per capirne i meccanismi e forse un po’ piu’ vista anche se ben “infiocchettata” la seconda. Diciamo comunque che i fiocchetti e quindi la presentazione di un’immagine fa parte comunque del processo fotografico che non a caso si conclude con l’esposizione dell’opera. (Tant’è vero che in tempi non sospetti avevo chiesto a Fabrizio se mi inviava qualche cornicetta di queste un po’ vintage!!! 😉
    Ciao
    PIno

  7. Fabrizio scrive:

    Fu proprio ad una mostra fotografica allestita nella torretta Valadier che apprezzai, fra le altre immagini esposte, un bel portfolio di un vecchio amico del circolo BFI L’Immagine, Casalpalocco, quello di Zuccalà…per intenderci.
    Con mia sorpresa, l’autore che a volte mi aveva bonariamente ripreso nella community aziendale, per l’utilizzo di abbellimenti “posticci” alla foto…aveva utilizzato gli stessi frame scaricati da internet, su mia indicazione. Il discorso direi che è lungo e non posso affrontarlo ora e in questo luogo, ma fermarsi ad analizzare una cornice, o l’autore, magari per un utilizzo…penso sia riduttivo.
    Grazie a tutti i contributi e un grazie particolare a Giovanni che ci è venuto a trovare sul nostro blog.
    P.s.: io sono di estrazione popolare, come scrive Stefano ma non disdegno di utilizzare la fotografia anche per menate di più ampio respiro che magari non si fermano al mero documentare. Per quello ci sono gli autovelox… 😉

  8. cinzia scrive:

    Fabrizio,
    la mia preferita la prima, per la prospettiva e per il contrasto delle ombre del ponte.

    saluti
    Cinzia

  9. Giuseppe Farcomeni scrive:

    Non vorrei passare per permaloso , ma a questo punto per togliere ogni dubbio, dopo aver letto la tua risposta, mi sento di voler precisare che l’espressione “sofisticata” è da considerarsi nel senso assolutamente positivo del termine; tant’è vero che specificavo che la foto l’ho dovuta guardare un po’ per poterla apprezzare. Magari Fabrizio, non facevi riferimento al mio commento, pero’ ci tenevo a confermare il senso del mio aggettivo. Se hai avuto modo di partecipare ad un po’ di commenti sul forum avrai potuto vedere come spesso soprattutto con le mie foto, ho sempre avuto autogiudizi severi proprio perchè mi rendo conto di quanto sia molto facile postare scatti un po’ scontati. Comunque gli “abbellimenti posticci” continuo ad aspettarli via mail!
    Ciao Pino

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