Il paese che muore

Testi e foto di Andrea Conti

www.contifoto.com

CIVITA DI BAGNOREGIO

Nel cuore della Tuscia, vicino Orvieto, giace questo piccolo paese, il “paese che muore”, arroccato su una collina che frana, e collegato unicamente per mezzo di un ponte.

Entrando nel paese si incontrano angoli in rovina e completamente abbandonati a sè stessi, cancellate arrugginite, ma anche incantevoli composizioni di fiori, vicoli deliziosi che sono il rifugio ideale per i gatti.

Il paese contiene una chiesetta antica, che respira di storia, di arte, e di un passato che non c’è più.

Il paese è circondato da natura splendida, ma che pericolosamente minaccia le fondamenta della collina, a causa dell’argilla che frana.

Pochissimi abitanti rimangono a presidiare i ricordi di una vita, mentre i giovani e turisti si godono il pesaggio e se ne vanno presto, lasciando da soli i fiori, e la storia di questo splendido angolo del centro d’Italia.

Articolo consultabile e commentabile anche su www.contifoto.com. Tutto il reportage è scattato con un Nikon 12-24 f/4G AFS, un Nikon 80-200 f/2.8 ED II, un Nikon 50 f/1.4G AFS, ed un flash Nikon SB-900; sono a disposizione di chi volesse ulteriori approfondimenti di carattere tecnico.

Informazioni su Andrea Conti

- Ho un'esperienza di più di 10 anni in pellicola, esperienza che ho poi trasferito all'utilizzo della tecnologia digitale. Mi sono avvicinato alla fotografia seguendo gli insegnamenti dei maestri del reportage (come Cartier Bresson, Berengo Gardin) e della foto di paesaggio (Ansel Adams su tutti). - Oggi la mia attività principale come fotografo riguarda la fotografia di matrimonio. - Il mio approccio alla fotografia è di stampo naturale. Non amo modificare le fotografie con effetti o artifici estremi di fotoritocco, ma sono invece alla continua ricerca della pura scrittura con la luce ambiente. - La frase che meglio descrive il mio approccio alla fotografia è questa, di Ferdinando Scianna: "...Laddove il pittore crea un quadro, chi ha una macchina fotografica riceve una fotografia. La foto non è creata dal fotografo. Lui apre solo una finestra per catturarla..." Corpi macchina analogici: Medio formato Zenza Bronica, con triade 40-75-150 Nikon F100 Nikon F90x Olympus OM4, con triade 28-50-135 Ricoh 35R Ingranditore Durst F60 con ottica Rodagon 50 2.8 Corpi macchina digitali: Nikon D700 Nikon D300 Fujifilm S3 PRO Fujifilm F10 Ottiche (tutte Nikon): 12-24 f/4G AFS 24-70 f/2.8G AFD 80-200 f/2.8 AFD 50 f/1.4G AFS Flash: Nikon SB900 Nikon SB800 Nikon SB80DX, Nikon SB28
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8 risposte a Il paese che muore

  1. guido scrive:

    che belle Andrea, piacevole la passeggiata per il borgo, tra tutte scelgo il ponte visto dall’alto (bellissimo lo sfuocato che da profondità al paesaggio), il turista davanti ai ceri ed alla statua della madonna, il raggio di luce sul buio della valle, ovviamente la vecchietta ed il muro con il quadro e la madonnina appesi. Su alcune intuisco l’uso del flash ma su altre mi rimane il dubbio se la luce era tutta naturale o se hai applicato qualcuno dei tuoi trucchetti 🙂
    ciao Guido

  2. Andrea Conti scrive:

    @Guido: Elenco delle fotografie in cui c’è sia luce flash che luce ambiente:

    03,04,05,06,07,14,17

    Nella foto 15 c’è solo luce flash e niente luce ambiente. Nelle rimanenti c’è solo luce ambiente.

    Il flash è stato sempre usato separato dal corpo macchina. Se hai altri dubbi, chiedi pure, grazie del passaggio 🙂

  3. Paolo scrive:

    Ecco un’altra bella raccolta … e qui le mie sincere:
    tra i ponti (1 e 2) preferisco la 2, forse più scontata dell’altra ma perfettamente eseguita per i miei gusti , senza un angolo di immagine che non abbia qualcosa da raccontare.
    Nella 1, pure bella, trovo (sempre di gusti parliamo) però eccessiva l’area dedicata allo sfocato sulla sinistra; credo l’avrei preferita in verticale od al limite quadrata.
    Tra quelle con i fiori (4, 5, 17) decisamente la 5 per me.
    La natura (12 e 13) la 13 per il tono su tono, le linee e la bella luce.
    Tra gli interni la 15, anche questa per la bella luce e per le cose in armonia che ha da raccontare l’immagine.
    Anche la 11 mi piace molto!
    Tra le persone il turista davanti alla statua della Madonna .. molto molto bella per l’ambientazione, l’atteggiamento del turista e “l’interazione” tra la statua che incute soggezione/rispetto ed il suo osservatore.

    Non ci sono mai stato e il tuo bel fotoracconto mi ricorda che “è uno sbaglio” non esserci stato!

    Un salutone!
    Paolo

  4. Paola Leone scrive:

    Andrea,
    trovo rappresentativa del paese e della sua posizione la numero 2, che userei come copertina.
    Apprezzo poi le foto con i fiori, per il tocco di colore e la profondità che aggiungono al paesaggio rappresentato.
    La 12 e la 13 le trovo generiche, le sottrarrei.

    La mia preferita è la 15, con il quadro storto della madonna fiorentina.

    Un caro saluto
    Paola

  5. Alessandro Morabito scrive:

    Belle, Andrea. Sono stato tempo fa a Civita di Bagnoreggio, le tue foto ed il tuo racconto descrivono perfettamente l’atmosfera che si respira in quel borgo. I miei complimenti ed un caro saluto
    Alessandro

  6. pino scrive:

    A me piacciono tantissimo la 1 e la 12, ma a prescindere delle singole preferenze trovo bellissimo il modo con cui hai saputo confezionare questo reportage. Ho sentito il profumo dei fiori e la quiete di questo posto.
    Ciao
    Pino

  7. Stefano scrive:

    Molto ben raccontata l’atmosfera del luogo, belle in particolare quelle all’interno della chiesa che rendono perfettamente il silenzio e il raccoglimento.

  8. Andrea Conti scrive:

    @Stefano: grazie mille per il passaggio 🙂

    Andrea.

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