La Casetta Beach

storia di un declino balneare

Un piccolo viaggio allucinante nello stabilimento balneare “La Casetta” di Ostia. O, almeno ciò che ne resta . Qui più di sessant’anni fa, venne autorizzata con regolare licenza edilizia del Comune di Roma la costruzione di un villino, appunto la “casetta”, poi trasformato, sempre con tutte le autorizzazioni del caso, in impianto balneare. “La Casetta” diventa subito un must: tre campi da tennis (ci si allenava anche Nicola Pietrangeli), due piscine, cabine con doccia calda, due bar, un circolo per giocare a carte e incontrarsi con gli amici.

Tanto è che per più di 50 anni era considerato l’impianto balneare più elegante e ben frequentato di Roma, tra i più belli d’Italia. Tra i frequentatori i professionisti, politici e personaggi dello spettacolo.

Nel 2016 arriva una denuncia al concessionario per aver commesso abusi edilizi e di non avere la licenza edilizia, e allo stabilimento vengono messi i sigilli e viene bloccata ogni attività.

I danni sono ingenti e visibili, il lavoro dei vandali e teppisti passati di qua, non lascia nulla di integro. Uno tsunami di proporzioni incredibili per danni di svariati milioni di euro.

Nell’ottobre del 2019 sl Tribunale di Roma sentenzia che rispetto all’accusa di abusivismo edilizio “il fatto non sussiste”. Quello che resta della grande struttura viene riconsegnata al concessionario ad ottobre 2020 .

Questo articolo ha 9 commenti.

  1. Pino

    Ciao Antonio e soprattutto complimenti per la celerità nella realizzazione dell’articolo, dopo la seduta formativa di qualche sera fa 🙂
    La premessa è che ognuno pubblica e fotografa ciò’ che vuole , pero’ lascio una mia considerazione ai fini di una costruttiva discussione.
    Come ti dicevo in altro commento, trovo alcune foto molto interessanti (almeno una dozzina) ed in verità (la mia preferita), la foto numero 20, potrebbe rappresentare da sola tutto questo insieme che hai condiviso. Naturalmente non voglio fare un taglio estremo ma sicuramente uno sfoltimento è necessario qualsiasi sia l’obiettivo di questo lavoro. Un ottimo esercizio è quello di provare a ridurre il numero di immagini pensando a quante volte rappresenti uno stesso o simile scenario (vedi ad esempio le cabine le finestre e la piscina). Prova a leggere le tue immagini in sequenza come fossero parole e vedrai che si sfoltiranno da sole lasciando la traccia narrativa e le sfumature, che l’arricchiscono. E comunque bravo Antonio!

    1. Antonio Garavini

      Esatto Luigino, questo voleva essere un reportage, per ciò che riguarda lo sfoltimento sto lavorando ad un pf decisamente più ristretto, grazie 1000

  2. Paolo

    Un raccolta di immagini davvero notevole e, grazie al testo di presentazione , anche una interessante storia attuale che racconta la storia del degrado di questo luogo.
    Sul numero swllw immagini e la possibilità di sintesi ai fini di una presentazione in un contesto diverso da questo ha già detto Pino.
    Un salutone ed ancora complimenti!

  3. Luigino

    Ottimo reportage di Urban exploration (Urbex). Certamente i luoghi parlano da soli, ed il fotografo poco aggiunge alla desolazione dei luoghi. Chiaramente le riprese devono evocare questa suggestione e tu hai colto molti particolari che ai meno attenti sfuggerebbero. Sono d’accordo con Pino, forse eliderei qualche ridondanza, chiudendo con un progetto di dieci-dodici immagini, che comunque insieme ad alcune altre ben si presterebbero anche ad un montaggio audiovisivo con tanto di adeguato commento sonoro e musicale.

  4. GianMarco

    che devastazione… belle foto che grazie all’introduzione completano una denuncia di quanto accaduto in pochi anni.
    Complimenti Antonio

    1. Antonio Garavini

      Grazie

  5. Salvatore

    Antonio Intanto grazie per averci condotto in questo micro mondo che contiene ed illustra tante storture del macro mondo. Per quanto riguarda le foto, di cui apprezzo l’omogeneità dei toni e della luce, vedo più lavori potenziali che potrebbero scaturire da un editing mirato. Quello più evidente per me è quello delle vedute attraverso le finestre che da sole hanno già una loro forza evocativa. Se riesco ci vado a buttare un occhio. Salvatore

    1. Antonio Garavini

      Salvo se vuoi ci accordiamo anche con Flavia ed insieme a Mirta vi facciamo da guida

      1. Salvatore

        volentieri. prima che arrivi la folla bagnante organizziamo. Grazie

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