Ed eccoci a raccontare l’uscita del primo di ottobre nel Parco della Caffarella, entrando dall’ingresso in Largo Pietro Tacchi Venturi siamo scesi in una valle dove scorre il fiume Almone, un interessante area protetta di circa 190 ettari, inclusa nel Parco Regionale dell’Appia Antica che con i suoi 4.600 ettari è l’area protetta urbana più estesa d’Europa. All’interno della Caffarella ci sono alcuni siti e antiche vestigia, come la fonte Ninfeo di Egeria, il Mausoleo (cenotafio) Annia Regilla moglie di Erode Attico, la Vaccareccia che è un vero e proprio casale rinascimentale fatto costruire dalla nobile famiglia Caffarelli da cui il parco prende il nome, una piccola torre medioevale a scopi difensivi che fu utilizzata poi dai pastori, la chiesetta di S.Urbano tempio pagano e resti archeologici di sepolcri, ville, torri e opere idrauliche relativi alle numerose frequentazioni nel corso dei secoli
La cosa più sorprendente, per una zona trafficata e densamente abitata, è la presenza di greggi di pecore, di conigli liberi e altre specie. C’è anche una piccola fattoria, e nei fine settimana, si può venire a comprare il formaggio.
La valle della Caffarella è un’area demaniale che si estende tra le Mura Aureliane, Via Latina e Via dell’Almone, vista la sua ampiezza e la centralità, il luogo è assiduamente frequentato da persone che praticano sport e che amano vivere il verde e da bambini, è possibile goderne le bellezze naturalistiche e archeologiche accedendo liberamente da uno dei numerosi ingressi che si aprono dai quartieri limitrofi. Noi siamo entrati dall’accesso in Piazza Tacchi Venturi, vi sono anche altri accessi.

di seguito una raccolta delle foto dei partecipanti:

Paolo Scrimitore
Paolo Scrimitore
Carlo Rampioni
Paolo Scrimitore
Ozymuk Anna Aniuka
Carlo Rampioni
Antonio Garavini
Carlo Rampioni
Flavia Pollonio
Antonio Garavini
Carlo Rampioni
Paolo Scrimitore
Ozymuk Anna Aniuka
Carlo Rampioni
Flavia Pollonio
Flavia Pollonio
Paolo Scrimitore
Ozymuk Anna Aniuka
Ozymuk Anna Aniuka
Anthony Golino
Paolo Scrimitore
Ozymuk Anna Aniuka
Carlo Rampioni
Flavia Pollonio
Paolo Scrimitore
Franco Salvatore
Carlo Rampioni
Riccardo Orlandi
Carlo Rampioni
Antonio Garavini
Antonio Garavini
Antonio Garavini
Franco Salvatore
Antonio Garavini
Riccardo Orlandi
Ozymuk Anna Aniuka
Antonio Garavini
Antonio Garavini
Riccardo Orlandi
Carlo Rampioni
Antonio Garavini
Franco Salvatore
Franco Salvatore
Franco Salvatore
Ozymuk Anna Aniuka
Franco Salvatore
Ozymuk Anna Aniuka
Paolo Scrimitore
Flavia Pollonio
Flavia Pollonio
Flavia Pollonio
Paolo Scrimitore
Ozymuk Anna Aniuka
Ozymuk Anna Aniuka
Carlo Rampioni
Carlo Rampioni
Carlo Rampioni
Antonio Garavini
Flavia Pollonio
Flavia Pollonio
Flavia Pollonio
Flavia Pollonio
Flavia Pollonio
Paolo Scrimitore

e per finire la ormai consueta serie “fotografa chi fotografa” :

Ozymuk Anna Aniuka
Ozymuk Anna Aniuka

Ozymuk Anna Aniuka

Paolo Scrimitore
Paolo Scrimitore

Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Paolo

    Ciao !
    Grazie Antonio per la pubblicazione ed a tutti per la bella mattinata.
    Sguardi diversi nello stesso contesto; trovo sempre interessante rivedere dopo un pò di tempo le immagini realizzate da molti e le differenti rappresentazioni ciò che si è osservato insieme e visto ognuno per proprio conto.
    Davvero bello il luogo, un grande scampolo di agro romano sopravvissuto all’accerchiamento della città.
    Alla prossima!!

    1. Antonio

      Grazie a tutti per la partecipazione! Esattamente Paolo, la lettura delle foto scattate nelle uscite evidenzia un fatto incontrovertibile, ogni occhio vede il suo soggetto

  2. Emanuela Morelli

    Bellissime!
    Bei colori e anche la pioggia ha reso alcuni scatti più parrticolari.
    Momenti campestri a due passi dal caos, il bello della Caffarella.
    Ottima memoria di Antonio nel riconoscere ed immortalare a distanza di 3 anni i due gemelli (almeno sono due gocce d’acqua…).
    Complimenti a tutti ed ancora ad Antonio per l’articolo.

    1. Antonio

      grazie Emanuela è stata una bella passeggiata e per me un bel tuffo nel passato, ricordavo la Caffarella quasi 40 anni fa quando il luogo era assai più rustico e rurale e la vegetazione, non curata da l’uomo ma dagli ovini allora molto piu presenti, formava a tratti dei veri e propri gineprai. Le discariche abusive chiaramente non mancavano. Di certo adesso c’è più attenzione e l’area è più fruibile

Lascia un commento